Numero 5/2013 di “Solidarietà Internazionale”

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IN QUESTO NUMERO:

Senza Firma: Occhio non vede, cuore non duole

Lampedusa. Mediterraneo. Due realtà evocative. Ci raccontano il nostro fallimento. La nostra disumanità. La nostra cattiveria. Ci parlano di una politica nazionale e internazionale che non si può non definire criminale. Perchè i morti sepolti dal Mediterraneo non si sono suicidati. Non sono il risultato drammatico di un incidente. Sono il frutto di scelte precise. Volute, spesso a furor di popolo, per difendere il nostro stile e il nostro modello di vita. Sono la cartina di tornasole di un mondo che esclude e ammazza quelli che non stanno al loro posto. Un mondo-scacchiera dove per difendere il Re e la Regina si mandano al massacro i pedoni. Per capire, abbiamo bisogno, allora, di fare a ritroso il viaggio dei disperati che prendono la via del mare. Ripartendo da Lampedusa. Per arrivare in Libia. Seguire le traversie precedenti alla partenza. La galera. I riscatti chiesti ai parenti. Gente venduta da una banda all’altra. Le violenze. Gli stupri per le donne. (…)

Letta, a Lampedusa, si è detto meravigliato del fatto che i magistrati abbiano aperto un fascicolo per immigrazione clandestina nei confronti dei sopravvissuti. I magistrati hanno spiegato che si tratta di un atto dovuto per mettere in pratica il pacchetto sicurezza voluto dall’allora ministro

Maroni. Forse sarebbe stato meglio dichiarare di fronte a quell’immensa fila di bare che l’Italia, per essere un paese civile, deve abolire il reato di immigrazione clandestina. E su questo metterci la faccia. Rischiandoci perfino la sedia. (…)

La copertina: “Rai: pornografia umanitaria”.

Insieme con Intersos e Unhcr s’inventano un reality dai campi profughi. Con Albano, Cucuzza, Emanuele Filiberto e chi più ne ha più ne metta. Lo spettacolo vale di più della dignità dei poveri. Intanto dalla Rai e dalle associazioni interessate top-secret. Ma non era servizio pubblico? In questo numero presentiamo le opinioni di diversi commentatori per aiutarci a capire il fenomeno.

1. La livrea della povertà di Eugenio Melandri

2. Disservizio pubblico di Giorgio Fornoni

3. Un’occasione sprecata di Luciano Scalettari

4. Ma il Congo è ben altro di John Mpaliza

Banning Poverty 2018 – Iniziativa “Dichiariamo illegale la povertà” 5/5

E siamo al quinto dossier dedicato all’iniziativa “Dichiariamo illegale la povertà” (DIP). Una cavalcata lungo tutto il 2013 che si concluderà con il n.6 della rivista, monografico dedicato a questa iniziativa, che ha anche al suo interno il calendario del 2014. In questo numero continuiamo con il nostro stile a due binari.

Da una parte l’aggiornamento sull’iniziativa, e dall’altra, più giornalisticamente, raccontiamo esperienze e denunce della crisi economica…Gli articoli che lo compongono sono i seguenti:

Banning Poverty 2018 5/5 a cura di N. Perrone;

Una nuova visione del mondo di R. Luise,

 “Finanza ombra” e beni comuni di B. Amoroso,

Al bando le cooperative da caporalato di R. Petrella,

“Ri-cittadiniamo” le città di P. Sentinelli,

 La cittadinanza europea di R. Musacchio,

Manca coerenza politica di G. Barbera,

Salute e povertà di Redattore Sociale,

Diritto alla salute, una sicurezza che scricchiola di V. Albanesi,

L’Aquila Dimenticata di A. Saudelli,

Giovanni dormiva all’obitorio di G. Zoni.

L’intervista

NO TAV: a tu per tu con Alberto Perino. 

Militante nonviolento, impegnato socialmente da sempre, attivo nel movimento NO TAV fin dal 1989, oggi all’interno del coordinamento dei comitati NO TAV della Val di Susa. Politico, anticonformista, vegetariano. Attivo nella comunità della Val di Susa, mobilitata per impedire la costruzione di una linea ferroviaria ad Alta Velocità.In contrapposizione a media, partiti politici, forze dell’ordine e magistratura, un movimento di massa che non cessa di crescere e consolida la consapevolezza di poter vincere. Un movimento che ha saputo costruire una diversa cooperazione sociale, produrre un’altra scienza, un sapere alternativo, una coscienza capace di tradursi in resistenza di massa. Un vecchio nonno NO TAV. Oggi pensionato, ha lavorato come ragioniere, per un periodo sindacalista. Ci racconta i motivi e l’attualità dei NO TAV nella valle.

E dice: “Non si era mai visto un accanimento mediatico contro un movimento come quello che sta vvenendo nei confronti del movimento NO TAV. Non si era mai visto un accanimento giudiziario con prove molto deboli o addirittura assenti come quello che sta avvenendo nei confronti degli attivisti NO TAV. Ogni pretesto è buono per privarli delle libertà individuali, per montare accuse farlocche e campate in aria seguite da perquisizioni e sequestro di computer, degli archivi informatici e di tutti gli aggeggi dotati di memoria elettronica. Non si era mai visto un accanimento politico tanto velenoso stupido e arrogante come quello che in questi ultimi tempi sta colpendo il popolo NO TAV: da Napolitano all’ex sindaco di Cesana, dal ministro Alfano che si augura che la magistratura colpisca sempre più duramente gli avversari della Grande Opera a Lupi che sgomita per far avere laute commesse alle aziende vicine alla Compagnia delle Opere. Ma perché tutto questo accanimento che si pone come obiettivo di far passare nella gente, come credibile, l’accusa di terroristi nei confronti degli onesti NO TAV che cercano di sottrarre il denaro pubblico dalle grinfie adunchedi politici, affaristi, mafiosi, lobbisti e giornalisti? Il movimento NO TAV è il capro espiatorio ideale.

di N. Perrone

Le rubriche di “Solidarietà internazionale”: Punti di vista di commento, analisi, riflessione di 

Gianni Caligaris (Giorni e notti),  

Giancarla Codrignani (Marianela),

Monica Di Sisto (Per non morire di disuguaglianze),

Roberto Musacchio (Da Merkel a Merkel),

Cleophas Adrien Dioma (Enfin, l’Ottobre africano 2013),

e una donna africana, Fatoumata Kane Ki-Zerbo (Africa, la disgrazia).

Racconti di minoranze di Michele Zanzucchi (L’enclave degli armeni in Azerbaijan)

 

Giro di radar

Cambio di passo a Bamako. Le elezioni presidenziali affermano il ristabilirsi della legalità democratica. Dopo la secessione del nord, il colpo di Stato, la guerra, l’intervento militare straniero e il rischio di destabilizzazione globale dell’intera regione. di Niccolò Rinaldi

Bolivia: Evo non deve volare. A otto anni dalla sua prima elezione, il presidente boliviano si scontra con un silenzioso sabotaggio diplomatico che dimostra quanto la piccola Bolivia possa rappresentare una minaccia internazionale. di Cristiano Colombi

Giappone: le scorie in Costituzione. Un’economia da sempre basata sul nucleare. I giovani vogliono superarlo. La maggioranza dice no. Intanto il governo vuole cambiare la Costituzione in senso autoritario e militarista, limitando le libertà di associazione e di stampa. Parlano i testimoni al Tonalestate 2013. Le scomode verità di Fukushima di Kondaiji Harumi. La Costituzione non si tocca! di Angelina Volpe

Palestina: viaggio nell’apartheid. Racconti e immagini dalla Palestina occupata.  Le politiche israeliane discriminano e limitano i movimenti dei palestinesi.  Difficile l’accesso all’acqua. Le colonie sono off-limits. Giornalisti sotto pressione. Colpiti adulti e bambini. di Eleonora Pochi

Sognatori in erba. Un campo di lavoro di Ainram per “educarsi ribellandosi”. Venti partecipanti da tutto il mondo per trovare strade nuove. Per stare insieme e costruire una società più giusta, capace di non lasciare indietro nessuno, a partire dai più deboli del mondo lontani e vicini. Anche attraverso l’agricoltura sociale e la lotta alla criminalità organizzata. di Ilaria Signoriello

Nuzret è andato a scuola. Un libro sui rom. La scolarizzazione dei bambini rom: un racconto a più voci, condiviso, una storia di vita collettiva, una navigazione in mare aperto che ha costruito relazioni sociali e culturali, tra persone emarginate nei campi, gli altri cittadini e le istituzioni. di Remo e Serena Marcone

E ancora: le segnalazioni e la bacheca con eventi, appuntamenti e consigli editoriali a cura di Ilaria Signoriello.

 

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