Numero 2/2016 di “Solidarietà Internazionale”

Pezzi di guerra.

IN QUESTO NUMERO: 

Editoriale:

Perché no alla guerra in Libia.

La guerra non è il mezzo adeguato per sconfiggere il terrorismo né tantomeno per portare stabilità alla Libia. Basterebbe guardare alla storia di questi ultimi anni per capire che gli interventi militari non hanno risolto i problemi, li hanno invece aggravati. Sul la base del la nostra Carta costituzionale che sancisce che «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» chiediamo al governo di adoperarsi con determinazione e concretamente al fine di promuovere e restituire pace e giustizia al popolo della Libia.

Acqua e democrazia di P. Carsetti

Cinque anni dopo la straordinaria vittoria referendaria del 2011, il governo Renzi e la maggioranza tentano un doppio affondo per rilanciare i processi di privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali e chiudere

definitivamente l’anomalia di un pronunciamento democratico dell’intero paese. Un attacco che si sta attuando, da una parte attraverso lo stravolgimento della legge d’iniziativa popolare sulla ripubblicizzazione dell’acqua presentata con oltre 400.000 firme nel 2007.

La copertina – Pezzi di Guerra

Guerra mondiale a pezzi e commercio di armi, di Eugenio Melandri

  1. Guerra mondiale a pezzi e commercio di armi, di Eugenio Melandri
  2. Armi italiane in Libia e Arabia Saudita, di Eugenio Melandri
  3. Agli Emirati Arabi droni di guerra made in Italy, di Antonio Mazzeo
  4. Droni killer a Sigonella, di Antonio Mazzeo

 

Banning Poverty 2018 – Campagna “Dichiariamo illegale la povertà” 1/5 a cura di Riccardo Petrella

L’economia Sociale e Solidale è un insieme di pratiche di lotta per una società senza impoveriti. Liberata dalle logiche predatorie della natura e organizzata su basi democratiche: potere diffuso del popolo, per il popolo e con il popolo. Il riconoscimento giuridico – istituzionale dell’ESS. Quali lezioni ritenere? Si può ancora parlare di cooperative e d’imprese mutualistiche a proposito del neo-coperativismo? Agricoltura Sociale: chance di cambiamento o sogno tradito? Di Ilaria Signoriello

A tu per tu: Antonio Mazzeo. In movimento contro la guerra.

Siciliano. Da sempre impegnato anche politicamente, in quello che viene definito pacifismo: dalle lotte contro la base di Comiso, fino all’impegno popolare contro il “Muos” o alla costruzione del ponte sullo stretto (su cui ha pubblicato anche un libro) e alla difesa dei diritti dei migranti. Capace di guardare al futuro con speranza. Ma anche le difficoltà che ha incontrato e continua ad incontrare nel suo lavoro di inchiesta. “Se scegli di scrivere di guerre, ambiente e lotta alla borghesia mafiosa sai bene che il “consenso” di media ed editori sarò pari a zero. Ma hai scelto un giornalismo “di parte”, militante e la libertà si paga a carissimo prezzo in questi anni in cui le libertà vengono schiacciate ovunque in nome della “sicurezza” e dell’”ordine costituito”. Ma non è questo che può o deve farti male. …

 

Le rubriche di “Solidarietà internazionale”:

Punti di vista

Giorni e notti di Gianni Caligaris

Avremmo bisogno di tanta freddezza, a costo di disumanarci, di ignorare la rabbia e la pietà e di focalizzarci sull’analisi, per sua natura complessa, poiché la semplificazione è madre di ogni fascismo (Ortega y Gassett). Da dove viene la capacità operativa in Europa dell’Isis?

Corridoi umanitari di Khalid Chaouki

Un corridoio di salvezza voluto dall’Italia ma, grazie al quale, l’Europa ha mostrato il suo vero volto, quello che non vorremmo mai si perdesse, il volto di un’Unione di Stati solida, accogliente e solidale, che affonda le sue radici sul rispetto e sul sostegno ai più deboli.

Essere padri di Giancarla Codrignani

Una considerazione riguarda specificamente il gender maschile: per la prima volta si è visto, pubblicamente espresso, un “desiderio” di paternità esibito come esigenza “a partire dal proprio genere”.

Piccole lanterne accese di Luisa Morgantini

Avere politiche chiuse e menti chiuse porta al disastro, ci vogliono politica e cultura aperte al mondo globale e progressiste” dice Amr al Zant, scienziato e giornalista egiziano.

Senza frontiere di Roberto Musacchio

Pensiamo ad un Mondo senza frontiere. Assurdo? Mai quanto è assurdo ciò cui assistiamo oggi, a quell’orrore del dramma dei migranti.

Dialogo in punta di piedi di Brunetto Salvarani

Questo è il tempo del servizio a migranti globali, uomini e donne che bussano alle nostre porte. Anche a quelle delle chiese, moschee, sinagoghe, e di ogni altra casa di Dio.

Cooperazione: il solito vizietto di Guido Barbera

Diritti umani, beni comuni, convivenza, integrazione, giustizia, pace sono ancora i valori di riferimento della cooperazione, oppure le nuove parole chiave sono: interessi industriali, commerciali ed economici; mercato, posti di lavoro, internazionalizzazione delle imprese e del made in Italy.

Myanmar, nel lebbrosario di Michele Zanzucchi

Lebbra, un termine che sembra venire dalla notte dei tempi e che invece è ancora una cruda realtà. In Myanmar si registrano ancora 5 mila casi all’anno.

 

Giro di radar

Il carbone contestato di Luca Manes. Si moltiplicano le proteste e le denunce delle comunità locali che in Europa vivono intorno alle centrali a carbone. Voci che finalmente non cadono più nel vuoto. Il caso di Plomin in Croazia e di Vado Ligure in Italia. Pesantissime le accuse: disastro ambientale e sanitario doloso.

Il lago si ribella di Laura Giallombardo. Il governo ha deciso di utilizzare l’acqua per la coltivazione del cotone e di altri prodotti. Con canali e dighe. Risultato: aumento della salinità, riduzione delle acque, uso di pesticidi, diminuzione del numero dei pesci, pescatori senza lavoro, fabbriche chiuse, villaggi abbandonati.

Il Messico di Francesco di Cristiano Morsolin. Tra conflitti sociali, questioni ambientali e lotta al narcotraffico. In Chiapas chiede perdono ai popoli indigeni. Il vescovo Samuel Ruiz fu il primo a rivendicare il rispetto della loro identità culturale.

La nuova Albania di Niccolò Rinaldi. Dopo la dittatura, un paese sfortunato e glorioso. E poi una grande migrazione, la sua prima vera diaspora. Oggi in Albania si trovano frotte di italiani in cerca di lavoro o per venire a passarci la pensione. Non c’è più la fame, le rimesse degli emigrati colmano le falle. È un altro paese.

La fragilità dell’Europa di Antonio Nanni. Patto scellerato tra UE e Turchia. Molti Stati sembrano fare a gara per erigere muri, innalzare barriere, installare fili spinati lungo il confine. La crisi di Schengen.

Le mense di Las Cuevas di Giulia Cerqueti. Sostegno a piccoli villaggi: alimentazione, salute ed educazione dell’infanzia. Per favorire le tradizioni native, la pastorizia e l’artigianato. La storia di Ramòn.

Cocciuti nel dialogo di Rocco Mangiavillano. Continua da 18 anni l’esperienza di “Semi di pace”: un luogo d’incontro e di dialogo fra israeliani e palestinesi. Educazione alla pace. Dialogo interreligioso. Un’alternativa per reagire all’odio.

Il mercato dell’acqua di Rosario Lembo. L’acqua “bene comune” perché indispensabile per la vita del Pianeta Terra e di ogni essere vivente. Poi è arrivato il mercato…

E ancora: le segnalazioni e la bacheca con eventi, appuntamenti e consigli editoriali a cura di Anna Tatananni.

 

 

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